Chiamaci: 328.9219193

Protezione antincendio

L’incendio è uno dei rischi più gravi che può correre un edificio e, ovviamente, chi vi abita o lavora.

Compito della prevenzione è studiare e mettere in atto tutte le misure che possano ridurre pericoli e danni.

Ai fini della sicurezza delle persone è di grande importanza il controllo dell’incendio nella sua prima fase e l’accessibilità alle vie di fuga.

La resistenza strutturale interviene in una fase successiva, quando l’incendio ha raggiunto il suo completo sviluppo e le temperature sono tali da impedire qualunque tipo di intervento all’interno.

Questa distinzione è ben presente anche nella normativa italiana, che differenzia tra prescrizioni relative alla classificazione dei materiali in termini di reazione al fuoco e quelle relative alla resistenza al fuoco degli elementi costruttivi.

La reazione al fuoco (Classe) individua l’attitudine di un materiale ad accendersi o a propagare l’incendio in presenza di fiamme. I materiali sono assegnati, secondo il D.M. 26/06/1984, alle Classi 0, 1, 2, 3, 4, 5, secondo l’aumentare della loro partecipazione alla combustione; quelli di Classe 0 sono non combustibili, quelli di Classe 1 sono difficilmente combustibili. Lo stesso Decreto impone il procedimento di “Omologazione”, ossia una procedura secondo la quale il Ministero dell’Interno permette la vendita di tale materiale. Il produttore è quindi tenuto ad emettere una Dichiarazione di conformità del materiale fornito (con riferimento specifico al D.D.T. o fattura) al prototipo omologato.

La resistenza al fuoco (REI) si riferisce ad un elemento di costruzione e rappresenta per quanto tempo questo è in grado di conservare, in caso d’incendio, le proprietà di: Stabilità “R” (resistenza meccanica), Tenuta “E” (incapacità di trasmettere o produrre fiamme, vapori o gas caldi) ed Isolamento Termico “I”. Le classi di resistenza sono definite da un numero di minuti primi (30, 45, 60, 90, 120, 180) rappresentativo del tempo durante il quale l’elemento costruttivo mantiene le precedenti caratteristiche.
La certificazione di resistenza al fuoco può essere definita per via sperimentale, in laboratorio abilitato, o per via analitica o tabellare, secondo quanto prescritto dal D.M. 4/5/1998 e definito secondo Circolare 91 del 14/09/61, norme UNI 9502, UNI 9503, UNI 9504 ed Eurocodici.
Diversamente dalla classe di reazione non è previsto il Procedimento di Omologazione, ma il produttore è comunque tenuto ad emettere una “Dichiarazione di Conformità” del materiale fornito al prototipo testato.

Le dichiarazioni di conformità dei materiali o dei sistemi costruttivi fanno sempre riferimento ad un campione certificato, deve essere l’esecutore del manufatto che dichiara la corrispondenza dell’opera eseguita con quella certificata.
Per essere garantiti sull’utilizzo di materiali e sistemi antincendio è buona norma quindi risalire alla fonte raccogliendo copia di tutte le bolle e delle relative dichiarazioni, in modo che la sequenza di responsabilità sia assolutamente chiara e riferibile a precisi documenti di fornitura.
A monte di tutto questo iter è sempre necessario che il responsabile della progettazione antincendio ed il direttore dei lavori valutino attentamente la soluzione prescelta, confrontandola con la situazione applicativa.

Uno dei casi più comuni e forse meno conosciuti riguarda l’applicazione di controsoffitti a protezione di solai diversi da quello utilizzato nella prova al fuoco (le certificazioni in genere fanno riferimento a solai in latero-cemento) oppure l’estensione di risultati relativi a protezione di travi e colonne in acciaio a profili diversi per massività, vincoli e condizioni di carico rispetto a quelli di prova.
I casi sono comunque infiniti ed ogni situazione richiede attente e responsabili valutazioni,la Ditta Gartu è in grado di supportare l’opera di valutazione dei tecnici e fornire materiali e opere a “sicurezza reale”.